la storia del casato degli Anfora

ANFORA

Tipico di Casale di Carinola (CE), famiglia patrizia, il cui nome probabilmente deriva da un particolare dello stemma del casato.

integrazioni fornite da Domenico Anfora

Questa famiglia, sin dal XII° secolo, era presente in Terra del Lavoro, nella zona di Carinola, dove Tommaso divenne Vescovo alla fine del secolo. Godette nobiltà in Sorrento e durante il periodo borbonico alcuni componenti della famiglia furono ammessi nelle Guardie del Corpo del re.  Francesco fu generale di brigata e maggiordomo di settimana di Ferdinando II°.  Francesco Saverio, figlio del generale Raffaele, raggiunse il grado di tenente colonnello e fu tra i più valorosi difensori di Gaeta contro i piemontesi (1860-61). Scrisse un saggio su quell'assedio.  Ai principi del XIX° secolo la famiglia si divise in due rami, ambedue patrizi di Sorrento. A Giuseppe, deceduto nel 1894, fu riconosciuto il titolo di Duca di Licignano con R.D. del 21-06-1891.

 

 

 

 

FRANCESCO SAVERIO ANFORA

Napoli 24.3.1833Corleto 13.6.1871

 

 Insieme a Paolo De Sangro fu uno dei personaggi          lavori nemici. Il 30 gennaio 1860  fu  promosso maggio

 carismatici  fra  i  difensori di Gaeta per le grandi           re per merito. Il 5 Febbraio, giorno  della  morte  di  De

 capacità e la viva intelligenza, nonostante la giovi           Sangro, lavorò senza tregua,   scavando egli stesso, per 

 ne età. Figlio di Raffaele Anfora, duca di Licigna          tentare   di  salvare  qualche vita. Il  giorno  successivo,

 no e di Isabella Gagliani di S. Mauro a soli  sette          per ordine  del  re,  veniva affidata la direzione di  tutto

 anni  entrò  in  collegio  dai  gesuiti  fino  al  1843,          il fronte di mare.

 quando fu ammesso alla Nunziatella. Negli anni         Aveva solo  ventisette anni ed era il più giovane ufficiale

 del  collegio  militare  si   conquistò  la   stima   dei         superiore della  piazza. Dopo  la  resa,  fu  condotto  in 

 colleghi e degli  insegnanti.  Il  7  ottobre  1850  fu         prigionia a Capri,  dove  fu visitato  dal  vecchio  padre,

 nominato alfiere  del  genio.  Fino  al  1855  prestò         come   ricorda   con   commozione,   nelle   sue   memorie, 

 servizio a Gaeta, a Reggio ed a  Barletta.                       Ludovico Quandel. Il 9 marzo 1861 rientrò in  famiglia

 Dal  1855  lavorò   all’Officio  Topografico  sullo         e riprese con passione gli studi per laurearsi in  ingegne

 aggiornamento delle mappe dell’Abruzzo.                      ria.   Alla   fine   di  quell’anno   dette   alle  stampe  un

 Il 1 agosto 1860 fu promosso capitano di II clas         interessante   lavoro   scritto   col   collega  di  artiglieria

 se e, da quel momento, le sue vicende si intrecciano          Gaetano Nagle intitolato  << Difesa di Gaeta >>,  nel

 con quelle dell’amico e collega Paolo de Sangro.            quale tratto dell’assedio da un punto di vista  puramen

 Raggiunta avventurosamente Gaeta ebbe la promo         te militare. L’opuscolo fu apprezzato per l’obiettività  e

 zione a capitano di I classe.  Ai primi di novembre         per la serietà anche dagli avversari piemontesi. 

 si occupò anch’egli della fortificazione di Mola di          Per qualche anno viaggiò in Europa per poi rientrare ed

 Gaeta, non mancando, sotto il  fuoco  nemico  e  fu          intraprendere la professione  di  architetto.  Trovandosi

 decorato  per    questo  con  la  croce  di  diritto  di          per lavoro a Corleto, in Basilicata, si ammalò di vaiolo,

 S. Giorgio. Iniziato l’assedio, il generale Traversa         malattia frequente in quei tempi e, assistito dal fraterno

 gli affidò la sesta sezione di lavori  sul  fronte  di          amico Raffaele Riario Sforza, già capitano di artiglie

 mare e  il  delicato  compito  dell’osservazione  dei          ria, dopo una terribile agonia si spense a soli 38 anni.