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Il PALAZZO
NOVELLI: da residenza a museo Convegno
internazionale e mostra – Carinola , 7 e 8 marzo Venerdì 7 e sabato 8 marzo, organizzato in maniera esemplare dall’Amministrazione comunale di Carinola, un riuscitissimo convegno ha segnato ufficialmente la riappropriazione della collettività Carinolese di un importante patrimonio storico e culturale, il palazzo Petrucci, meglio conosciuto come Palazzo Novelli, che da residenza privata passa ad una destinazione pubblica, quella di museo ‘della città e del territorio’ aperto alla fruizione dei cittadini, dei turisti e degli studiosi. Coordinati
dal prof. Abbate si sono succeduti gli interventi dei numerosi e qualificati
partecipanti, tra i quali ricordiamo gli onorevoli Lorenzo
Diana e Mario Landolfi, i docenti universitari proff. Cesare Cundari,
Giovanni Iannettone, Giuseppe Pagnano, Carlo Rescigno,Arnaldo
Venditti, Laura Carnevali, Francesca Tomassi, Manuela Piscitelli, i
rappresentanti della Sovraintendenza dei Beni Culturali, oltre ad una
qualificata rappresentanza di diverse Università spagnole. Gli apporti scientifici e culturali,
notevoli ed estremamente qualificati, hanno assorbito
completamente l’attenzione di un pubblico numeroso ed attento. Il
pregevole monumento architettonico, uno dei pochi esempi di
arte catalana in Italia, è stato riportato al suo antico originario
splendore da un intervento di restauro complesso ed articolato. Il progetto è stato avviato, con notevole
lungimiranza già dalla passata amministrazione Matano, ed è stato caparbiamente
portato avanti e completato in questi ultimi anni dall’amministrazione Di
Biasio. Non poche sono state le
difficoltà incontrate, visto che durante i lavori sono più volte riemersi
dalle strutture che erano state sovrapposte nel tempo, elementi architettonici
originari preesistenti. Questo ha
costretto a rivedere più volte il progetto di recupero, e in queste evenienze
si sono ogni volta dovuti risolvere oltre che i
problemi tecnici, affrontati con grande perizia e competenza dai progettisti
e dalla ditta incaricata dei lavori, anche gli inevitabili problemi economici
e burocratici, sempre notevoli quando si ha a che fare con opere di tale
portata e quando le risorse di un piccolo comune come il nostro sono quelle
sono. Ma alla fine i risultati sono
stati assolutamente positivi e sono sotto gli occhi
di tutti. I
numerosi e approfonditi interventi di amministratori,
politici e degli studiosi nazionali ed internazionali intervenuti, hanno da
più punti di vista dato il senso, la misura di quanto realizzato, hanno
fornito stimoli interessanti per quanto riguarda l’utilizzazione culturale e
sociale della struttura e per gli ulteriori sviluppi che questi tipi di
intervento meritano. Infatti come
da più parti si è sottolineato, e in particolare dall’Amministrazione
comunale, il recupero di Palazzo Petrucci non va considerato come un
intervento che si esaurisce in se stesso, ma esso si inquadra in un progetto
di più ampio respiro volto a rilanciare una rilevante immagine turistica e
culturale del nostro Comune. La
suscettività di ampie ricadute economiche di questo
progetto non sfugge naturalmente a nessuno; come possa contribuire ad un rilancio
economico e civile della nostra comunità è abbastanza evidente. D’altra
parte palazzo Petrucci non è che uno dei tanti beni
storici e culturali che caratterizzano il nostro Comune, puntare alla
complessiva rivalutazione di tutto questo notevole patrimonio per lanciare le nostre terre nei circuiti
turistici nazionali e internazionali è un’operazione che oltre che soddisfarci
come cittadini di questo comune non potrà che apportare a tutti noi grandi
benefici . |