|
|
PREMIO GIORNALISTICO MATILDE SERAO
Carinola, 14
marzo 2003
Proseguendo la ricca serie di iniziative
culturali l’Amministrazione comunale di Carinola ed
il suo particolarmente attivo assessorato al Turismo, dopo il riuscitissimo convegno sul magistrale recupero di Palazzo
Novelli del 7 e 8 marzo, mette in campo questa prima edizione del premio
giornalistico ‘Matilde Serao’.
Tra i
numerosi e qualificati partecipanti, da segnalare le due notissime giornaliste, Natalia Aspesi de ‘La Repubblica’ e
Carmen Lasorella del TG1
vincitrici del premio.
|
Da IL MATTINO Venerdì 14 Marzo 2003
NATALIA
ASPESI E CARMEN LASORELLA
Matilde Serao,
il premio
sceglie le
eredi
Donatella Trotta
La
penna ironica, caustica e graffiante di una Signora della
carta stampata e del giornalismo di costume, fine e icastica osservatrice per
il quotidiano «La Repubblica» dei vizi e delle virtù, dei
sentimenti e delle tendenze della società postmoderna. E il volto del
giornalismo televisivo di approfondimento, tra
inchieste, interviste e reportages in zone calde del
pianeta con incarichi e ruoli di prestigio in Rai, di cui è adesso
corrispondente da Berlino e responsabile della sede per la Germania. Sono
Natalia Aspesi e Carmen Lasorella,
vincitrici della prima edizione del premio giornalistico «Matilde
Serao» - organizzato, con il patrocinio de «Il
Mattino» e la partecipazione di Posteitaliane, dal
Comune di Carinola - che oggi pomeriggio,
nel neorestaurato Palazzo Novelli della
cittadina rurale della piana di Terra di Lavoro, riceveranno il riconoscimento
nel corso di una cerimonia arricchita, accanto ai saluti istituzionali del
sindaco Pasquale Di Biasio e del consigliere comunale Antonio Corribolo, da una testimonianza della nipote di Serao: la marchesa Adriana Gherardini
Taglioni - figlia dell’unica figlia femmina di Donna Matilde, Eleonora -,
tornata per l’occasione nella terra dei suoi avi che a Ventaroli,
frazione di Carinola, diede i natali al padre della
sua illustre nonna. E di Ventaroli e Matilde Serao parlerà il giornalista e saggista Arturo Fratta, dopo
una serie di visite guidate, in mattinata, alla casa
paterna di Matilde Serao e l’annullo speciale
filatelico di Posteitaliane Spa
intitolato alla giornalista, scrittrice e donna simbolo di una rara sintesi tra
passione pubblica e passioni private.
«Un modello, ante litteram, di emancipazione
per molte di noi, ma anche una protagonista poco valorizzata, sul piano
giornalistico e letterario, quanto in realtà meritava», commenta Carmen Lasorella, entusiasta di questa occasione che le sembra
«un’idea eccellente per riscoprire una figura figura
femminile che incarna in sé tante cose: le radici nel profondo Sud, l’impegno
civile, l’essere intellettuale, e donna, affermata professionalmente ma anche
ricca affettivamente. Una figura controcorrente, nei suoi
tratti maschili e persino un po’ aspri, che inducono a riflettere in questi
tempi di dittatura dell’immagine spesso senza contenuti. Per la quale condivido un’espressione di Momigliano,
che riteneva Serao una pittrice delle masse».
Entusiasmo condiviso da Natalia Aspesi, che con il
consueto understatement si schermisce: «Sono davvero
felice di ricevere questo premio dedicato a una grande
giornalista, direttrice di giornali e scrittrice da me molto amata, soprattutto
sul versante letterario che conosco meglio; e mi fa piacere che, con Lasorella, abbiano pensato proprio a me, anziché a tante
altre più giovani e brave colleghe».
Le vincitrici sono state scelte da una giuria presieduta dal direttore del
«Mattino» Mario Orfeo e composta dallo storico Franco Cardini, dal giornalista
e scrittore Franco Scaglia, da padre Michele Piccirillo,
direttore del Museo Studium Biblicum
Francescanum di Gerusalemme e dal professor Tommaso
Daniele, presidente dell’Unione Italiana Ciechi (entrambi originari di Carinola), dal rettore della Seconda Università di Napoli
Antonio Grella, e dai giornalisti Pasquale Esposito,
Manuela Piancastelli e Lidia Luberto.
Per celebrare, così, una festa in onore del giornalismo di qualità. Ma anche l’anniversario
di una testata secolare del Mezzogiorno italiano, «Il
Mattino», nato il 14 marzo del 1892, con la valorizzazione di
alcuni siti monumentali di Carinola (un’ala di
Palazzo Novelli sarà destinata a museo-mostra permanente seraiana),
terra natìa di colei che Benedetto Croce definiva una
«umile cronista della memoria» e per la quale la penna fu, fino alla morte nel
1927, «uno strumento di pensiero, di lavoro, di opere».