L’AZIENDA AGRICOLA “ LA MASSERIELLA

Presentazione di Luigi Taffuri

 

 

 

In tempi in cui è alta la disoccupazione giovanile specialmente nel Sud d’Italia, non si può non salutare con estremo piacere e con sincero auspicio di successo, l’ingresso nel mondo dell’impresa agricola di un giovane appena ventenne. Il suo nome è Giovanni Anfora che dal 28 giugno 2007 ha fondato l’Azienda Agricola La Masseriella, aiutato e incoraggiato in ciò dal padre Franco, anch’egli da sempre cultore del buon vino ed esperto nel conservare e potenziare  vigneti nei quali quotidianamente impegna tutta la sua intelligenza creativa.

Egli,a sua volta,ha ricevuto l’input da suo padre,il quale quando era ancora in perfetta efficienza fisica aveva trasmesso a Franco, allora giovane studente di ragioneria, la passione e le informazioni più idonee ad aver cura della vigna al fine di garantirsi l’optimum della produzione.

 

 La vigna si trova a circa un chilometro a Nordovest dal rione Vignai che rappresenta il rione più antico di Casale insieme a quello di S.Nicola nella parte opposta e bassa del paese. Fino all’immediato dopoguerra le colline a monte del paese erano costellate di numerose e rigogliose vigne che fornivano vini abbondanti e di alto livello qualitativo e perciò con il termine “vignari” si soleva indicare tutta la zona e il nome è rimasto nella toponomastica.

 

 

 

 

Franco, per stimolare maggiormente l’innata passione del figlio per la campagna e nella fattispecie per le uve,gli ha anche spiegato che ai tempi della conquista romana e per diversi secoli successivi, in tutta la zona collinare e verosimilmente anche nel loro appezzamento, i nostri avi producevano il famoso Gaurano. Quel vitigno in seguito, al pari del Falerno,conobbe anch’esso l’oblio del tempo sulla scia della crisi economica e finanziaria dell’Impero Romano, ma in tempi recenti è ricomparso  ed ha attecchito insieme al Falerno nella zona di Mondragone, dopo una felice selezione di uve del vitigno Primitivo. A Casale è invece prevalso il Falerno tanto decantato dagli scrittori e poeti romani a partire da Orazio e Virgilio. E’ ad esso che Giovanni, coadiuvato dal padre, ha rivolto la sua attenzione e le sue cure nell’azienda La Masseriella che frattanto si è ingrandita perché essi qualche anno fa hanno acquistato un’altra porzione di terreno che comprende appunto anche una masseriella che era in stato di abbandono perché risale ad oltre cento anni fa.

 

 

 

Piano piano,aiutati anche dal secondogenito Vito e talvolta perfino dal più piccolo dei figli Daniele,come in una gara familiare e ad economia,il piccolo casolare rustico è stato restaurato.

E’ stato rifatto il tetto, ripristinato il forno e perfino il pozzo per il rifornimento idrico utile per l’irrigazione e al piano superiore è stato rifatto anche il terrazzo con la balaustra in ferro.

Davanti al casolare ci sono decine di filari di vitigni perfettamente e parallelamente allineati su una superficie di circa un ettaro e mezzo,per complessive 3550 piante i cui tralci si distendono da un palo all’altro in geometrica precisione. Frequenti sono i sopralluoghi di Franco e Giovanni che seguono con amore la vigna,pronti ad intervenire ad ogni piccola variazione che possa far temere per l’esito del prodotto, il quale però è sempre di qualità eccezionale perché la fertilità del terreno è unica, in quanto quelle terre beneficiano della vicinanza del vulcano spe nto di Roccamonfina che cinquantamila anni fa nel corso di un’eruzione apocalittica rovesciò tutt’intorno dalle viscere della terra migliaia di tonnellate di sostanze minerali,quali potassio e fosforo,preziosissimi per far inturgidire gli acini sia dell’Aglianico che del Piedirosso  dal raspo rosso: da questi due vitigni si ricavano le uve che opportunamente mescolate sono alla base del Falerno e quando arriva il tempo della vendemmia si respira nell’aria un profumo intenso che fa pregustare la tavola imbandita con carni arrosto,formaggi piccanti,ecc.

 

A ottobre, padre e figlio partecipano alla “Festa della Vendemmia”, gestiscono il loro stand con qualche centinaio di bottiglie che vanno a ruba, ma col tempo forse Giovanni procederà a un nuovo acquisto di terra, potrà piantare altri vitigni e in tal modo contribuirà a far rivivere l’antica tradizione del Falerno,glorioso e affascinante vino degli antichi Romani dal colore rosso rubino e dal profumo intenso che dal 1989 ha ottenuto il riconoscimento DOC .

Questo vino insieme agli altri prodotti agricoli dell’Agro Falerno era sempre stato il motore e l’anima del commercio dell’intera zona. Basti pensare che a Calvi (Caleno),Teano(Tiano) e Sessa(Suesano) si battevano apposite monete raffiguranti una divinità sul dritto e un galletto e la stella sul rovescio,comuni a tutti e tre i paesi,per evidenti interessi commerciali. La moneta infatti subentrava al semplice baratto rendendo possibile,agevolando e moltiplicando gli scambi commerciali. A Calvi inoltre si fabbricavano le anfore che acquistate dai viticoltori dell’epoca e riempite di vino o olio,raggiungevano Sinuessa transitando per la Via Appia prima e per l’Adrianea poi e da lì per mezzo di navi onerarie raggiungevano Roma o altre parti dell’impero.

Il nostro giovane imprenditore potrà continuare perciò orgogliosamente a scrivere sulle sue bottiglie “Azienda Agricola La Masseriella”con i nostri più sinceri rallegramenti.