INTENZIONI

 

Ogni tipo d'auto, dalla Ferrari al più malandato catorcio, passa di qui: per fare benzina, per equilibrare le ruote, per revisionare i freni, per il cambio delle gomme e dell'olio, per il lavaggio. E noi, gommisti, benzinari, meccanici della parola e di altre forme della voce siamo disponibili, con la dovuta cortesia e professionalità, a fornire ad ognuno il servizio. Nella breve attesa potete accomodarvi al bar per un fugace e piacevole ristoro. La nostra piccola STAZIONE DI SERVIZIO è al servizio di tutti.

Al servizio soprattutto di noi stessi, della nostra auto spirituale, che quotidianamente deve destreggiarsi nel caotico traffico della volgarità e dell'ipocrisia, della menzogna e della pornografia della mente, in un accavallarsi di voci blableggianti ed inconcludenti che oltre a generare confusione mortificano l'essenza più profonda dell'uomo: la sua intelligenza, la sua umanità.

Un sottile, inavvertito veleno si insinua ogni giorno nelle nostre cellule e quando ce ne rendiamo conto è ormai troppo tardi perché possiamo reagire.

Così ci troviamo, senza nessun richiamo della coscienza, a giustificare se non ad applaudire personaggi ed avvenimenti che una coscienza non annebbiata condannerebbe senza rimedio.

Dovunque giri lo sguardo e la mente vedi mille forme di violenza, la più grave delle quali non è l'assassinio e nemmeno lo stupro, ma quella che banalizza, distrugge, cancella la coscienza facendo balenare una visione della vita dove a predominare su tutto è il denaro e l'ingannevole splendore che esso emana.

Moltissime volte, l'assassinio, lo stupro, e per essi indico i peggiori crimini che possa commettere un essere umano, sono la conseguenza della filosofia che domina nella società odierna, dove con leggerezza sconvolgente, per un motorino, per un nulla, si ammazza e, quel che è peggio, colui che compie il gesto non si rende conto della gravità del reato.

La nostra piccola STAZIONE DI SERVIZIO non ha ne la forza ne i mezzi per affrontare questi mali. Il nostro scopo è quello di tenere desta la coscienza, di non avvilirla, di non permettere a nessuno di mortificarla.

Un'arma di difesa potente che possediamo e che intendiamo perfezionare nel corso del tempo vuole essere il linguaggio di questa rivista.

In giro, anche nella nostra zona, sono nati una miriade di giornali, giornalucci, giornalicchi, chi sa da chi sponsorizzati, i quali non fanno altro che copiare, scimmiottare i giornali più grandi non solo nel contenuto, ma anche, soprattutto anzi, nel linguaggio. Quel linguaggio che è, oggi, il male peggiore per le coscienze deboli.

Il giornalismo che dovrebbe essere una fonte di informazione veritiera, è diventato il ricettacolo di ogni servilismo, di ogni spudoratezza, che va molto oltre il cinismo che questa professione per sua natura comporta.

Il giornalismo della carta stampata e, ancor peggio quello televisivo, anziché informare confonde, anziché sintetizzare amplifica, anziché cercare la verità tende a fare spettacolo.

Desideriamo col nostro modo di esprimerci che il lettore provi delle emozioni, che interroghi la propria coscienza, che risvegli delle curiosità.

Desideriamo essere la memoria storica in un mondo che la memoria l'ha perduta tutto teso com'è verso un presente caotico e verso un traballante futuro.

Affronteremo temi semplici, piccole cose, molte riguardanti la nostra zona, ma talvolta capita che da un piccolo osservatorio si ha una visione più chiara della realtà perché si è lontani da quelle influenze malefiche che disturbano e stravolgono lo sguardo.

Siamo in un'epoca di disumanizzazione. Senza avvedercene (o se ce ne avvediamo siamo impotenti a porci riparo) giorno dopo giorno vengono depotenziati, annullati, tutti i nostri sensi.

Il mondo è diventato tanto rumoroso che il nostro udito ne risente fortemente; la vista, sia fisica che mentale, è stravolta; migliaia di odori artificiali hanno sconvolto l'olfatto, un' igiene esagerata annulla o almeno attutisce fortemente il contatto con le cose della natura; il gusto poi è stato semplicemente distrutto. Il senso più primitivo, il gusto, quello che più degli altri caratterizza l'uomo, quello che è legato al piacere o al dispiacere e che indica la nostra identità, la nostra appartenenza ad un gruppo ed ad un luogo, sta per scomparire. Sono apparsi nel mondo e prendono piede a forte velocità, un serie di prodotti che non solo diseducano al gusto ma tolgono anche quell'emozione che evoca la memoria storica di un luogo e di una società.

Il cibo è diventato qualcosa di anonimo, uguale per tutti, materia solo per riempire lo stomaco.

Pessimismo ? STAZIONE DI SERVIZIO poteva nascere solo da menti ottimiste, da un antiscetticismo in una società scettica, da un anticinismo in un mondo cinico. Siamo consapevoli di questi mali e ci siamo premuniti contro di essi. Cerchiamo di tenere vigili, per quanto è possibile, i nostri sensi e con le nostre parole tentiamo di dare una mano a tutti coloro che guardano al mondo col nostro stesso sguardo.