Le cantine

 

Il nostro paese è stato caratterizzato nel recente passato da una rilevante produzione vitivinicola ed ancor oggi annovera la presenza di un gran numero di cantine scavate nel tufo, roccia tipica del nostro sottosuolo.  Queste storiche cantine sono annesse alle antiche abitazioni del paese e sono si può dire strettamente funzionali alla abitazioni stesse, ciò come ulteriore testimonianza della stretta connessione della nostra società rurale originaria con la produzione del vino.      Le cantine tra l’altro non servivano solo all’ottimale conservazione del vino, ma erano usate anche come dispensa per la conservazione dei cibi freschi o conservati, quali frutta, verdure, carni, conserve, salumi vari.

 

In un’epoca in cui non esistevano i frigoriferi era il sistema più razionale per la conservazione degli alimenti.

Alcune di queste cantine hanno profondità ed estensioni anche notevoli e sono costruite a regola d’arte, tant’è che hanno sfidato il trascorrere del tempo senza troppi problemi.

Si può dire a ragione che le caratteristiche del nostro territorio si sono di fatto rivelate ottimali sia per le caratteristiche del prodotto (uva e vino) che per la possibilità di realizzazione delle strutture più idonee alla conservazione.

 

L’influenza determinante è stata certamente quella del suolo e del sottosuolo della zona, com’è noto di origine vulcanica.     Questa origine ha determinato da un lato la formazione di terreni molto fertili, ricchi di minerali e in particolare di potassio, elemento che influisce in maniera determinante sulla qualità del prodotto della vite, e dall’altro la presenza del tufo grigio, roccia molto coerente ma non difficile da lavorare o scavare.

Questo substrato ha avuto origine dall’attività del vulcano di Roccamonfina il cui inizio si fa risalire a 1 milione – 1 milione e trecentomila anni fa, e che si chiuse 30 – 50.000 anni fa con l’emissione dei materiali dal cui accumulo e cementazione ha avuto origine sia il tufo grigio che i terreni di grande fertilità.

 

Le cavità scavate negli anni interamente con mezzi manuali si sviluppano nella parte alta della formazione tufacea, al di sopra del pelo libero della falda freatica,dove la roccia si presenta facilmente cavabile e lavorabile.

Le nostre cantine anche se purtroppo oggi in gran numero abbandonate o inutilizzate costituiscono tuttora un grande patrimonio storico e culturale, molte sono vecchie di oltre 100 anni e fanno parte di un patrimonio familiare che si è tramandato generazione in generazione.

 

Ancora adesso entrare in una di queste cantine è come tornare ad una civiltà contadina semplice, essenziale, piena di profumi e di valori che molti proprietari hanno avuto il merito di conservare. In ognuna di esse permangono i segni di una economia ed una cultura contadina che, pur ridotta ormai di importanza  sembra come voler difendere la sua storia; vecchie botti di legno, torchi, orci ed altri vecchi attrezzi e recipienti fanno sovente ancora mostra di sé nelle cantine e nelle loro prossimità.

 

Antonio Cerbarano