Il Mattino   22/05/2005
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DEDICATA ALLA MADONNA
La cappella del miracolo di Antonietta


«Sono rimasto molto legato a Casale, il mio borgo natio a due passi da Carinola -ricorda il generale Umberto Fava- dove c’è ancora la casa paterna. Soprattutto alle tradizioni, in particolare le due ricorrenze religiose, quella a fine gennaio per San Paolo di Tarso, che si fermò su una collinetta in zona nel suo viaggio da Damasco verso Roma, e quella della Madonna delle Grazie quando, in località Santa Maria a Pisciariello, ci si raccoglie in preghiera nel piccolo santuario dove nel ’600 si verificò l’apparizione nei confronti di una nostra antenata, Antonietta Fava». Una leggenda questa di Antonietta Fava, che ripropone eventi miracolosi verificatisi in altre zone: si racconta difatti che la giovanetta era intenta al bucato sul greto di un vicino ruscello, quando le apparve la Madonna per incoraggiarla, in un momento di amarezza, rivolgendole la frase «Bagna e torci!». «Una volta -racconta il generale- la cappella era, come si diceva, ”a devozione della famiglia Fava” ed eravamo noi ad organizzare la festa per la ricorrenza». A Casale in effetti Umberto Fava è stato sempre molto legato alle attività parrocchiali, tanto da aver ricoperto tutti i ruoli nell’Azione Cattolica, sotto la guida dell’indimenticabile don Giacinto Struffi: da aspirante a presidente, tanto da aver partecipato negli anni ’60 alla Conferenza Nazionale di Ac a Cattolica, quando era presidente il mitico Luigi Gedda. Il papà Alfredo era il comandante dei Vigili Urbani di Carinola, una autorità per quei tempi, la mamma Caterina Matano, originaria di Francolise, era dedita alla cura di una famiglia numerosa, addirittura undici figli. Umberto era l’ultimogenito, a Casale vivono ancora le sorelle Adele, Marietta e Immacolata e i fratelli Salvatore, Antimo e Elvio, mentre Benito risiede a Milano e gli altri sono morti. Dopo aver frequentato le scuole elementari a Casale, Umberto inizia il pendolarismo con Sessa Aurunca dove si iscrive prima alle scuole medie «Caio Lucilio» («non dimentico gli insegnamenti del professor Ottavio Pezone, docente di lettere»), poi al Liceo Classico «Agostino Nifo» («i miei insegnanti erano i professori Anna Patrone di latino e greco, Luigi Simone di italiano, Ennio Picano e Tommaso Daniele, quest’ultimo non vedente, attuale presidente dell’Unione Italiana Ciechi, i compagni più cari Achille Viglianti, Sergio Marchegiani, e l’attuale parlamentare Lorenzo Montecuollo»). «Ho fatto anche sport a Casale -ricorda Umberto Fava-, giocavo nella squadretta di calcio locale nelle indimenticabili e tradizionali sfide con il team di Carinola»